Videogioco Kuma War: L'uccisione di Bin Laden diventa un videogame

L'uccisione di Osama bin Laden, in seguito al blitz dei Navy Seals statunitensi, diventa un videogame! Lo ha realizzato la Kuma Reality Games, azienda che produce videogames scaricabili dal web, pochi giorni dopo l'avvenimento. Chiamato "Osama 2011", è il 107-esimo episodio della serie Kuma War II, un videogioco in cui si ricreano conflitti reali fra cui la guerra in Iraq e in Afghanistan, quindi un videogames che ricrea situazioni reali in 3D. Di seguito curiosità e informazioni sul gioco che sta facendo discutere il mondo intero...

Videogioco Kuma War - diventa un US Navy Seal

Con Kuma War è possibile partecipare alla missione che ha portato alla morte del leader di Al Qaeda. Si gioca in gruppo: è possibile mettersi nei panni di un Navy Seal americano e assaltare la casa di Abbottabad di Osama, compiendo un vero e proprio raid, oppure impersonare la parte di uno dei suoi difensori. Per la ricostruzione dello scenario sono state utilizzate informazioni tratte dai media, da esperti militari e da documenti del dipartimento della Difesa statunitense.

Videogioco Kuma War - come acquistarlo

Il video gioco è scaricabile in versione demo direttamente dal sito di Kuma War. Si può infatti scaricare gratuitamente per un periodo di prova, dopodiché si decide di acquistarlo o meno, al prezzo di 9,99 dollari al mese. Pagando ovviamente si può partecipare a tutte le missioni internazionali tra cui quella del primo episodio "Uday and Qusay's Last Stand", sull'uccisione dei due figli di Saddam Hussein durante l'ultima guerra in Iraq.

Videgioco Kuma War - luci ed ombre

L'uscita di questo videogame ha suscitato, ovviamente, molte polemiche. Oltre a quelli che definiscono di cattivo gusto realizzare questo tipo di giochi, basati sulla violenza, che danno poco valore alla vita umana, altri pensano che sotto ci siano questioni ideologiche e quindi indicano il videogame stesso come mezzo per propagandare certi tipi di idee. Altri gli attruibuiscono una funzione giornalistica. Di contro c'è chi minimizza e afferma che si stratta soltanto di un "semplice" gioco.